regime forfettario amministratori
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In questi ultimi mesi si è parlato veramente tanto del regime forfettario per l’anno 2020, incluse le modifiche che verranno apportate per l’anno successivo.

Desidero soffermarmi su alcune considerazioni da fare sull’eventuale convenienza o meno circa l’adozione o la permanenza nel regime forfettario per l’anno 2020.

Per fare questo, a mio parere, occorre fare un’attenta analisi della struttura dei costi del professionista.

Il professionista/contribuente dovrà valutare con attenzione la propria struttura dei costi, in quanto mediante l’applicazione del regime forfettario, i costi effettivamente sostenuti inerenti all’attività professionale non sono direttamente deducibili ai fini del calcolo delle imposte, bensì si deve applicare un coefficiente di redditività predeterminato del 78% (nel caso dei liberi professionisti).

Pertanto, risulta importante comprendere che nell’ipotesi in cui i costi deducibili fossero particolarmente elevati rispetto al valore complessivo del fatturato, la scelta del regime forfettario, potrebbe non essere sempre conveniente.

Si consideri ad esempio il coefficiente di redditività del 78 % applicabile ai professionisti.

Se il lavoratore autonomo percepisse compensi per un importo pari a € 50.000, il reddito determinato applicando il regime forfettario sarebbe pari a € 39.000.

Il legislatore riconosce in questo caso costi forfettari deducibili pari a € 11.000, indipendentemente dalla circostanza che i predetti costi siano stati realmente sostenuti.

Se i costi effettivamente sostenuti inerenti all’attività professionale ammontassero, invece, ad esempio, a € 20.000, il reddito determinato analiticamente, sarebbe pari a € 30.000, quindi inferiore di € 9.000 rispetto all’esempio precedente.

In questo seconda fattispecie, è evidente che la tassazione applicabile sarebbe di tipo progressivo e potrebbe rendere ancora conveniente la scelta per il professionista del regime forfettario, ma sarà necessario verificare, oltre alla misura dell’imposta sostitutiva applicabile, anche altri due elementi, ovvero, il possesso di ulteriori tipologie di redditi e la presenza di eventuali detrazioni d’imposta.

 

Dr. Fabrizio Travaglia (Vicepresidente LAIC e Coord. LAIC Brescia)