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Gli associati si presentano: Matteo Comi

Continuiamo a presentare gli associati LAIC.

Oggi andiamo a Bergamo, da Matteo Comi, che è stato nominato come responsabile della sede locale dell’Associazione.

Perché hai deciso di fare l’amministratore di condominio?

Durante l’ultimo anno di scuola superiore (ho frequentato l’istituto Quarenghi di Bergamo), il programma di Estimo prevedeva una sezione dedicata al calcolo delle tabelle millesimali, la ripartizione delle spese, il ruolo dell’amministratore …

Ho iniziato così ad appassionarmi, a nutrire un forte interesse per la materia, portandomi ad intraprendere immediatamente il corso di formazione professionale non appena raggiunto il traguardo del diploma da geometra.

 

Qual è la filosofia che ti guida e che ti differenzia da altri colleghi?

La mia filosofia è quella di dare sempre un servizio professionale, trasparente e soprattutto di fiducia a tutti coloro decidono di affidarmi la gestione del proprio condominio.

Credo sia doveroso “istruire” i condomini sulla materia condominiale, oltre a fornirgli, nel limite del possibile, una varietà di proposte e/o soluzioni, affinché possano comprendere al meglio il mondo condominiale ed aiutarli quindi nella gestione delle varie problematiche che si possono presentare durante la vita di tutti giorni.

Credo che ormai la figura dell’amministratore si debba evolvere, non è più sufficiente fermarsi a concetti base dell’amministrazione ma si debba andare oltre: i condomini hanno sempre più bisogno di risposte dal proprio amministratore in vari ambiti ed è, quindi, necessario dare un servizio di qualità.

 

Che esigenze hanno i condomini nella tua zona?

I condomini hanno diverse esigenze, ma quello che noto maggiormente è la richiesta di trasparenza e di rapidità nella gestione delle emergenze e/o richieste, motivo per cui ho cercato di strutturare il mio studio in modo tale da poter rispondere a tutte le loro necessità.

 

Come vedi il futuro della professione di amministratore immobiliare?

Vedo un professionista a tutto tondo, che si circondi di altri professionisti e consulenti validi in modo tale da poter ampliare i propri servizi.

A mio parere però sarà importante non snaturare però alcuni “concetti” base di questa professione, ossia il rapporto diretto con i condomini, il clima di fiducia che si deve instaurare e la disponibilità del professionista nei confronti dei propri clienti.

 

Cosa ti ha spinto ad associarti a LAIC?

Ho deciso di iscrivermi a LAIC perché ho trovato quello che cercavo in un’associazione di categoria: massima competenza da parte dei docenti e consulenti, una proposta ampia di corsi di aggiornamento, qualità ed attenzione alla formazione dei propri associati, ma anche uno spirito di collaborazione, disponibilità ed amicizia fra i vari associati.

 

Come pensi che LAIC possa aiutare te ed i tuoi colleghi nella tua vita professionale del quotidiano?

Io penso che la Lega Amministratori possa aiutare tutti noi associati continuando a proporre, organizzare e condurre costanti momenti di incontro, per restare aggiornati sulle varie problematiche, sempre intuendo tutte quelle necessità con cui abbiamo a che fare nel quotidiano ed interpretandole, mettendoci a disposizione degli eventi davvero di qualità, che diventano anche ottimi momenti di confronto tra colleghi.

 

Come pensi di contribuire per coltivare la neo-nata sede bergamasca dell’Associazione?

Mi piacerebbe far conoscere l’associazione ad Amministratori giovani (come il sottoscritto) e soprattutto motivati, che possano aiutare a far crescere la sede di Bergamo ed ovviamente tutta l’Associazione.

 

Grazie Matteo, buon lavoro!

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Superbonus 110%: prima analisi e prime criticità sugli aspetti operativi

A seguito della importante campagna pubblicitaria fatta degli organi di stampa del cosiddetto Decreto Rilancio contenente anche gli incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici, tutti noi Amministratori siamo bersaglio di molteplici richieste da parte di moltissimi condòmini, i quali, spesso, non sono bene a conoscenza di alcune criticità ancora oggi presenti nell’ambito dell’applicabilità della norma e conseguentemente di tali incentivi.

In primis vorrei focalizzare l’attenzione sul fatto che si tratti di un Decreto Legge, pertanto norma a carattere provvisorio, la quale, per non perdere la propria efficacia sin dall’inizio, deve essere convertita in Legge, dal Parlamento, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in gazzetta ufficiale (pertanto il termine ultimo per la conversione risulta essere il 18/7/20, data successiva alla data del 1/7 richiamata dal decreto stesso per la sua entrata in vigore).

Pertanto, fino alla data del 18/7/20, le forze politiche potranno proporre numerosi emendamenti al testo normativo. Con buona probabilità, taluni emendamenti saranno approvati (ad oggi non sappiamo ancora quanti ed il contenuto degli stessi), pertanto il testo normativo definitivo con buona probabilità potrà contenere variazioni migliorative o peggiorative rispetto all’attuale.

Proseguendo, ad oggi, mancano ancora i decreti attuativi ed i chiarimenti forniti da parte dell’agenzia delle entrate, sulle modalità di applicabilità degli incentivi, sulla cessione del credito e sullo sconto in fattura.

Nella presente disamina, poi, ad oggi, non possiamo dimenticare che vige ancora il divieto di assembramento e non vi è una disciplina chiara per lo svolgimento delle assemblee in videoconferenza, pertanto è alquanto difficoltoso e rischioso convocare assemblee condominiali straordinarie per l’approvazione di tali interventi, se non per questioni aventi carattere d’urgenza.

Inoltre, nella versione definitiva pubblicata in gazzetta ufficiale sono stati inseriti alcuni vincoli ed alcuni obblighi abbastanza stringenti, da dover ottemperare per poter fruire del superbonus del 110%, quali ad esempio l’obbligo della progettazione; l’obbligo del rilascio da parte del progettista (tecnico abilitato) di una dichiarazione asseverata, ovvero una specie di certificazione giurata; l’obbligo del miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio; l’obbligo dell’attestato APE (attestato di prestazione energetica) iniziale e finale, ma non viene specificato se l’APE potrà essere condominiale o se dovrà essere presente per ogni singola unità immobiliare; ecc…

La questione non è sicuramente chiara, ben definita nei suoi aspetti tecnici e procedurali, ne tantomeno definitiva e priva di possibili integrazioni e/o modifiche future.

Pertanto ritengo rientri tra i nostri compiti di Amministratori professionisti e formati di offrire un’adeguata consulenza spiegando dettagliatamente ai nostri condòmini quali siano le certezze e soprattutto le incertezze, ad oggi, presenti per la reale applicabilità di questi incentivi fiscali per l’efficientamento energetico degli edifici, che loro spesso ignorano, in quanto non correttamente informati da Tv, giornali ed internet.

Nell’augurio che la situazione diventi ben più chiara e delineata dopo la metà di luglio (permettendoci di lavorare meglio e con più certezze), auguro a tutti noi Buon Lavoro.

Dr. Fabrizio Travaglia
(Vicepresidente Nazionale e Coordinatore LAIC Prov. Brescia)

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Linee guida LAIC per le assemblee condominiali

Le linee guida LAIC per le assemblee condominiali in tempo di Covid19

Le linee guida LAIC sulle assemblee di condominio durante il periodo emergenziale Covid 19 sono state pensate per consentire ai propri associati di continuare a gestire i loro condomini nel rispetto della legge e, soprattutto, delle norme sanitarie.

Frutto del lavoro del Centro Studi dell’Associazione, coordinato dall’Avvocato Francesco Cardillo, le Linee Guida sono state pubblicate su Italia Oggi.

Abbiamo chiesto all’avv. Cardillo di presentarci il documento.

Il punto di partenza è costituito dalla necessità di ottenere l’approvazione del consuntivo dell’ultima gestione e del preventivo per la nuova, onde evitare di rimanere senza alcun titolo idoneo ad esigere i contributi condominiali, situazione che renderebbe il Condominio moroso nei confronti dei suoi creditori rischiando anche l’interruzione delle forniture.

Il punto di arrivo è costituito dalla convocazione delle assemblee nel rispetto delle linee guida sanitarie imposte dai vari provvedimenti legislativi statali e regionali.

E’ stato pertanto costituito un gruppo di lavoro formato da due avvocati e nove amministratori che ha lavorato proprio sulla base delle preziose indicazioni operative fornite da questi ultimi.

Il lavoro, pubblicato anche dal quotidiano giuridico Italia Oggi il 2 giugno, è stato concluso il giorno precedente in concomitanza, senza volerlo, con la pubblicazione delle FAQ del governo che prevedono la possibilità di convocazione delle assemblee condominiali.

La grande differenza è che, rispetto alle suddette FAQ, le nostre linee guida pongono maggior rilievo alla questione sanitaria in quanto un eventuale contagio in assemblea comporterebbe notevoli responsabilità, civili e penali, a carico dell’amministratore di condominio.

LAIC ha pertanto consigliato ai proprio iscritti di celebrare le assemblee, qualora necessario, on line – in tal caso però occorrerà ottenere l’unanimità dei consensi per poter procedere – o in strutture terze che si occuperebbero di provvedere all’organizzazione delle stesse occupandosi in particolare di verificare ed assicurare il rispetto delle indicazioni sanitarie.

Concludendo, si consiglia quindi, se possibile, di rinviare la convocazione delle assemblee successivamente al termine del periodo emergenziale e verificare nel contempo eventuali novità legislative.

Le linee guida LAIC in formato PDF

Fac-simile dichiarazioni partecipanti assemblea

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Intervista all’Avvocato Carlo Pikler

Intervistiamo oggi uno dei Consulenti e formatori dell’Associazione: l’Avvocato Pikler, esperto in materia di privacy condominiale.

Avvocato Pikler, il tema privacy è un argomento delicato, forse spesso sottovalutato e che ha iniziato a preoccupare qualcuno forse solamente nel Maggio 2018, eppure si tratta di questioni che esistevano anche prima, non le pare?

Certo. L’Italia, anzi, con il D.Lgs n. 196/2003 (c.d. “Codice Privacy”), è stata uno dei primi paesi dell’Unione Europea, in attuazione di una serie di Direttive, a dotarsi di un nucleo normativo unitario ed organico in materia, che per molto tempo è stato considerato, e a ragione direi, un’eccellenza. Da quel momento, però, il Paese si è, in un certo senso, “seduto sugli allori”, perdendo tutto il terreno che aveva guadagnato.

Il Regolamento Europeo del 2016, però, ponendo al centro del sistema le figure del titolare e del responsabile del trattamento dei dati, ha segnato un capovolgimento di prospettiva epocale rispetto alla previgente normativa, “costringendoci” a una serie di comportamenti proattivi che non ci consentono più, semplicemente, di attendere gli eventi.

Bisogna assolutamente capire, inoltre, che il diritto alla protezione dei dati personali non è un abito lussuoso che ci è stato regalato e che possiamo mettere o non mettere, o anche decidere di buttare, ma è un diritto fondamentale della persona umana, così sancito anche dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (all’art. 8).

Nella società multimediale, iper connessa e informatizzata in cui viviamo, infatti, esso è forse uno degli ultimi baluardi per consentirci un minimo di controllo (di autodeterminazione) su noi stessi e per non diventare dei semplici “numeri” in pasto alla finanza (non dirò nemmeno economia) globale.

 

Per non generare confusione, ci può spiegare esattamente il termine “privacy” a cosa si riferisce con particolare riferimento al mondo delle amministrazioni condominiali? Si tende a confondere privacy con altre tematiche che in realtà hanno poco a che vedere con questo argomento…

Il termine privacy ha origine antiche.

Senza volermi dilungare su disquisizioni che risulterebbero noiose, posso affermare che il concetto di privacy è andato evolvendosi da un’idea di tutela della propria riservatezza (intesa come protezione della propria intimità domestica), a quella del diritto affinché le informazioni personali (i dati), di qualunque tipo esse siano, vengano acquisite, utilizzate e conservate (trattate) da soggetti terzi in conformità di legge e, quindi, solo se strettamente necessario e per scopi e finalità ben precisi.

In particolare, nel Condomino ci si riferisce al diritto in capo al condomino, che lo esercita nei confronti del suo Condominio (titolare del trattamento), per il tramite dell’amministratore (responsabile del trattamento) che, concretamente e in virtù del mandato conferito, tratta i dati dei propri condomini per dar seguito al mandato conferitogli.

Quindi stiamo parlando di tutta una serie di dati personali, che in sintesi e più o meno coincidono con quelli dell’anagrafica condominiale (ex art. 1130, 1°, n. 6 c.c.), e che, salvo poche eccezioni, servono per la tenuta della contabilità condominiale (redazione di rendiconti e riparti, ecc.). Il condomino, invece, spesso ha l’idea che l’amministratore debba preoccuparsi di difendere la sua sfera domestica dall’intrusione di terzi, ma non è esattamente così.

 

Ci sono alcuni aspetti diciamo chiave per cui se un amministratore immobiliare riconoscesse di essere in difetto, dovrebbe seriamente preoccuparsi almeno di richiedere una consulenza?

Beh, direi che ce ne sono diversi.

Solo per prenderne alcuni più banali: un’adeguata gestione e  raccolta dei consensi in caso di trattamento di categorie particolari di dati (i vecchi dati sensibili) in caso di sinistri con danni fisici o in caso di pratiche per l’abbattimento di barriere architettoniche; un’adeguata gestione e nomina a responsabili del trattamento dei vari fornitori del Condominio, che a loro volta trattano i dati dei condomini; un’adeguata gestione dell’iter di installazione di un sistema di videosorveglianza condominiale, che prevede tutta una serie di adempimenti preventivi, tra cui la redazione di un documento che sostanzialmente analizza, soppesandole, le motivazioni e i rischi connessi all’adozione di tale sistema.

Ma potrei continuare molto a lungo.

 

Secondo la sua esperienza nel settore quali sono gli errori più comuni che gli amministratori commettono (magari in buona fede)?

Parlerò di un errore solo che li racchiude tutti quanti: pensare che la gestione dei dati personali sia riducibile ad avere un modulo di informativa privacy o qualche altro documento più o meno corretto e un sistema di sicurezza informatica decente. Non è assolutamente così, e l’amministratore che avesse un tale approccio potrebbe trovarsi in serissimi guai.

 

 

Ma i controlli ci sono davvero?

I controlli, anche se a campione, ci sono. Ma il tema vero è che, con l’attuale D.Lgs n. 101/2018, chiunque può fare una segnalazione al Garante Privacy che, a quel punto, è obbligato a istruire la pratica di verifica. Io stesso, anche poco tempo addietro, proprio in seguito alla segnalazione di un condomino, ha dovuto difendere, con successo, un amministratore di condomino “accusato” di non trattare adeguatamente i dati personali dei “suoi” condomini.

 

E le sanzioni?

Le sanzioni sono il tema dolente.

Infatti, come sappiamo, il legislatore italiano ha lasciato così come sono le “forchette” previste dal Regolamento Europeo, senza specificare nulla.

Pertanto, andiamo da un primo nucleo di sanzioni, legate a infrazioni più “lievi” (si fa per dire), che vanno da 0 a 10 milioni di euro o, per le imprese, fino al 2% del fatturato annuo, se superiore. A un secondo nucleo, per violazioni più gravi, che prevede il pagamento di una somma che va da 0 a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato annuo, sempre se superiore. Ovviamente, ciò lascia un’amplissima discrezionalità in capo agli organi preposti.

Questo, unito al fatto che la segnalazione al Garante per una presunta violazione privacy può oggi essere fatta da “chiunque” (così, testualmente, la legge), non può in alcun modo lasciare tranquilli gli amministratori (che, per inciso, agli effetti della normativa sanzionatoria, possono essere considerati “imprese”).

 

Perché PRIVACY AND LEGAL ADVICE 2018 S.R.L ha scelto di essere partner della Lega Amministratori Immobiliari Condominiali?

Privacy and Legal Advice sceglie sempre e solo partner che possono offrire garanzia di qualità e che vedono nella formazione dei propri iscritti una opportunità di crescita.

 

Quali servizi può fornire il suo Studio agli amministratori associati LAIC?

Un servizio di qualità, che offra i tre elementi indispensabili per effettuare l’adeguamento: formazione, documentazione completa e sempre aggiornata e servizio di consulenza svolto da professionisti, tale da garantire il rispetto del requisito previsto dal Considerando 81 GDPR che impone al responsabile del trattamento di avere la conoscenza specialistica della materia.

 

Grazie Avvocato!

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Assemblee condominiali in videoconferenza: proposta di modifica normativa urgente

LAIC – Lega Amministratori Immobiliari Condominiali esprime la più ampia adesione all’iniziativa assunta da Confassociazioni (Confederazione delle Associazioni Professionali che oggi raccoglie 612 associazioni professionali e d’impresa che rappresentano oltre un milione di professionisti iscritti di cui circa 209 mila imprese), sull’ istanza (rivolta dalla stessa LAIC) di sottoporre al Governo una proposta di modifica normativa urgente al fine di rendere possibile lo svolgimento di assemblee condominiali in videoconferenza.

Queste le parole del Presidente dell’Associazione degli Amministratori Immobiliari, Avv. Lorenzo Cottignoli, per conto del Consiglio Direttivo e del Centro Studi nazionale:

“Come noto, l’attuale divieto di assembramento comporta, tra le proprie conseguenze, l’impossibilità di dare corso alla gestione, ordinaria e straordinaria, del patrimonio immobiliare condominiale, non potendosi riunire assemblee condominiali in presenza, per un lasso temporale che potrebbe protrarsi ben oltre il termine del 3 aprile 2020.

Il rischio della paralisi rispetto alla possibilità di operare l’esazione dei contributi condominiali e di non poter provvedere al pagamento delle forniture appare concreto ed imminente con conseguenze importanti sulla possibilità di mantenere in essere i servizi quali ad esempio, riscaldamento, luce, forza motrice ascensore, pulizia e sanificazione delle parti comuni, etc.

Nel mentre, appare indispensabile ad oggi garantire la continuità e l’efficienza dei suddetti servizi alle numerose famiglie costrette a rimanere presso le proprie abitazioni.

Confassociazioni, raccogliendo l’appello di LAIC, ha fatto proprie le istanze della categoria professionale, e ha condiviso l’urgenza della necessità di sottoporre al Governo una proposta di modifica del testo normativo vigente al fine di consentire la convocazione in forma telematica e lo svolgimento delle Assemblee condominiali in videoconferenza.

Ad oggi, stante l’incertezza della interpretazione normativa e la divisione della dottrina sul punto, LAIC ritiene serio il rischio di impugnazione della validità delle assemblee condominiali che dovessero tenersi in forma di videoconferenza, che provocherebbe un conseguente incremento del contenzioso, da cui discenderebbero inesorabilmente ulteriori costi a carico delle famiglie e un grave ritardo nella definizione giuridicamente certa di elementi chiave per la gestione del Condominio quali i bilanci, l’esecuzione di lavori straordinari, la nomina e la revoca dell’amministratore, etc.

LAIC osserva inoltre, come Confassociazioni abbia giustamente evidenziato che, con il Decreto Legge “Cura Italia” del 17.3.2020, sia stata prevista la possibilità di tenere in modalità videoconferenza riunioni di Assemblee di Società di capitali, la cui normativa, in via analogica e residuale, per quanto non espressamente previsto, si applica alla materia condominiale.

La modifica normativa, pertanto, potrebbe, in una prima ipotesi, essere inserita in un Decreto legge di prossima emissione che, vista l’urgenza in essere, intervenisse direttamente a modificare le norme del codice civile che regolano lo svolgimento dell’assemblea condominiale inserendovi la previsione espressa della modalità telematica, oppure, in una ipotesi alternativa, nell’intervento in sede di conversione in legge sul Decreto “Cura Italia”, che modifichi, ampliandola, la norma che consente le assemblee in videoconferenza per le Società di capitali e la estenda, semplicemente, alle assemblee condominiali.

La diffusione di internet, quale strumento ormai capillarmente presente nelle case degli Italiani, sia mediante pc, che tablet o smartphone, renderebbe così facilmente realizzabile e senza spostamenti non necessari (ed oggi non consentiti!) lo svolgimento di assemblee condominiali, le quali auspicabilmente potrebbero tenersi in forme più rapide in termini di tempo, meno litigiose quanto alle modalità della loro esecuzione, con beneficio sia per i professionisti che le convocano che per i condòmini che vi partecipano.”

(Comunicato Stampa)

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Amministratori di condominio: analisi di convenienza regime forfettario 2020

In questi ultimi mesi si è parlato veramente tanto del regime forfettario per l’anno 2020, incluse le modifiche che verranno apportate per l’anno successivo.

Desidero soffermarmi su alcune considerazioni da fare sull’eventuale convenienza o meno circa l’adozione o la permanenza nel regime forfettario per l’anno 2020.

Per fare questo, a mio parere, occorre fare un’attenta analisi della struttura dei costi del professionista.

Il professionista/contribuente dovrà valutare con attenzione la propria struttura dei costi, in quanto mediante l’applicazione del regime forfettario, i costi effettivamente sostenuti inerenti all’attività professionale non sono direttamente deducibili ai fini del calcolo delle imposte, bensì si deve applicare un coefficiente di redditività predeterminato del 78% (nel caso dei liberi professionisti).

Pertanto, risulta importante comprendere che nell’ipotesi in cui i costi deducibili fossero particolarmente elevati rispetto al valore complessivo del fatturato, la scelta del regime forfettario, potrebbe non essere sempre conveniente.

Si consideri ad esempio il coefficiente di redditività del 78 % applicabile ai professionisti.

Se il lavoratore autonomo percepisse compensi per un importo pari a € 50.000, il reddito determinato applicando il regime forfettario sarebbe pari a € 39.000.

Il legislatore riconosce in questo caso costi forfettari deducibili pari a € 11.000, indipendentemente dalla circostanza che i predetti costi siano stati realmente sostenuti.

Se i costi effettivamente sostenuti inerenti all’attività professionale ammontassero, invece, ad esempio, a € 20.000, il reddito determinato analiticamente, sarebbe pari a € 30.000, quindi inferiore di € 9.000 rispetto all’esempio precedente.

In questo seconda fattispecie, è evidente che la tassazione applicabile sarebbe di tipo progressivo e potrebbe rendere ancora conveniente la scelta per il professionista del regime forfettario, ma sarà necessario verificare, oltre alla misura dell’imposta sostitutiva applicabile, anche altri due elementi, ovvero, il possesso di ulteriori tipologie di redditi e la presenza di eventuali detrazioni d’imposta.

 

Dr. Fabrizio Travaglia (Vicepresidente LAIC e Coord. LAIC Brescia)

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LAIC al REMF 2019

Si è svolta la terza edizione del REMF (il Real Estate Management Forum) a Roma il 13 dicembre scorso nella Sala Isma del Senato della Repubblica.

L’amministratore, dalle riunioni di condominio alle assemblee degli azionisti” tema dell’incontro, che ha visto anche l’intervento di LAIC, con il Vicepresidente Fabrizio Travaglia.

In continuazione con le precedenti edizioni, Francesco di Castri (Amministratore Delegato di Sinteg Servizi Immobiliari Integrati che ha organizzato il convegno in collaborazione con Sif Italia) ha voluto concentrarsi sull’argomento degli scenari futuri per la professione dell’amministratore immobiliare.

Nonostante, infatti, il mercato italiano sia pronto al cambiamento perché tanti sono gli imprenditori e gli investitori interessati al nostro territorio, sono ancora presenti approcci alla professione che ancora risentono antichi retaggi“.

Mancano idee e stimoli per Di Castri: “Oggi più che mai nel nostro settore, per evitare di assistere alla morte dell’amministratore, sono necessari non solo i capitali finanziari ma soprattutto quelli intellettuali.

La vera svolta è uscire dallo schema del vecchio amministratore ed entrare in quello dell’imprenditore manager”.

Come vede e cosa sta facendo LAIC, a seguito di questo cambiamento del mercato?” è stato il fulcro dell’intervento del vicepresidente dell’associazione, Fabrizio Travaglia: “Grandi società di capitali si quotano in borsa ed entrano nel mercato della gestione immobiliare a 360 gradi (amministrazione immobiliare, locazioni, gestione patrimoni immobiliari, erogazione diretta di servizi finanziari, gestione tecnico-manutentiva degli immobili).

È necessario dunque un approccio più manageriale della professione dell’amministratore di condominio, che sempre più debba avere competenze multidisciplinari in ambito economico/aziendalistico, contabile, giuridico e tecnico.

L’Associazione investe ed anche per il 2020 sta mettendo in piedi un percorso formativo ad hoc per i propri associati, che vedrà trattare argomenti come il marketing condominiale, la comunicazione digitale per l’amministratore, le novità fiscali 2020, tariffario ed equo compenso,  contabilità condominiale avanzata, detrazioni fiscali ed efficientamento energetico.

LAIC affronta da tempo la necessità della formazione obbligatoria con un approccio di squadra. Vi sono infatti “team-Laic territoriali” gruppi permanenti di lavoro e di confronto tra gli associati.

Momenti quindi di incontro che non soddisfino il mero criterio di acquisizione crediti ministeriali ma che diventino percorsi di crescita e di scambio.

L’associazione nei suoi primi sei anni di vita ha creato partnership, collaborazioni e sinergie con professionisti ed aziende leader nel proprio settore, in modo da soddisfare questi bisogni e dare qualità al servizio ai propri associati, coinvolgendoli nelle riflessioni che comporterà il cambiamento che inizia ad essere già in atto.

Tutto questo ha l’obiettivo di aiutare il professionista a crearsi competenze distintive più ampie e diversificate, rispetto ad ora, dovendo interloquire con manager ed azionisti e non più solamente con il cliente-condomino.

Certamente vi sono ampie differenze del mercato, tra le grandi città e le aree periferiche, ma l’Associazione vuole prendere una direzione che la contraddistingue da altre sin dagli albori.

L’importante è partecipare per LAIC attraverso la condivisione, il confronto e la formazione tra Professionisti.”

Ulteriori contributi contributi al convegno sono arrivati anche da Daniela Zeba e Mirella Stigliano (autrici de “La Tempesta Perfetta”), David Campomaggiore (editore di “Imprenditore Condominiale”), Marco Quagliariello (ideatore di Condominio in Fiera), Concetta Cinque (Presidente ASSIAC) , Luigi Rinzivillo (coordinatore regionale di Valore Aggiunto), Giuseppe Rigotti (Direttore della BMSchool),  Giovanni Zullo (Presidente di MBItalia) e gli avvocati Carlo Pikler e Rosario Dolce che hanno depositato il progetto della Norma UNI per la certificazione dei formatori DM 140/2014.

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Gli associati si presentano: Omar Monti

Continuiamo a presentare gli associati LAIC.
Oggi andiamo a Imola, da Omar Monti, amministratore di LAIC service srl.

Dove eserciti la professione?

La sede del mio studio è a Imola (BO), essendo Imola cittadina di “confine” tra l’Emilia e la Romagna esercito la mia professione nelle provincie di Bologna e Ravenna.

Perché hai deciso di fare l’amministratore di condominio?

La decisione di fare l’amministratore nasce nel 2015 quando complice la “crisi” dell’edilizia ho dovuto “reinventarmi” dal momento che l’impresa edile per cui lavoravo come geometra da ormai 13 anni ha dovuto cessare l’attività. Ho aperto uno studio tecnico con altri due colleghi e da qui l’idea di implementare i servizi dello studio facendo il corso di amministratore di condominio.

Qual è la filosofia che ti guida e che credi ti possa distinguere da altri tuoi colleghi?

Quando abbiamo aperto lo Studio, l’idea che ci ha accompagnato, e che ha fatto si che questo progetto potesse prendere forma, era quello di creare un polo di professionisti che potessero rispondere a tutte quelle che erano le esigenze del privato nell’ambito edilizio e condominiale.
A distanza di quasi quattro anni posso affermare che il progetto ha preso forma e che oggi stiamo raggiungendo gli obiettivi che ci siamo prefissati.
L’idea che mi accompagna tutti i giorni è quella di far si che l’amministratore venga finalmente visto alla stregua di altri professionisti, impegnandomi con dedizione e passione in un lavoro dalle mille sfaccettature.

Cosa ti ha spinto ad associarti a LAIC?

Ho conosciuto l’Avv. Cottignoli nel 2015 quando ho effettuato il corso da amministratore condominiale.
In quel periodo il corso veniva svolto sotto un’altra sigla associativa e quando le strade dell’Avvocato e della precedente associazione si sono “separate” non ho avuto alcun dubbio su dove continuare il mio percorso formativo e di crescita professionale.

Dopo le deliberazioni del Consiglio Direttivo a fine 2018 hai ricevuto la nomina ad amministratore di LAIC Service srl.
Una nuova realtà che affianca l’Associazione.
Di che cosa si tratta esattamente?

Innanzitutto lasciami dire che sono veramente onorato della nomina, l’idea di poter fare qualcosa di concreto per l’associazione per me è uno stimolo e motivo d’orgoglio.
LAIC Service Srl è una società di servizi che ha come scopo appunto quello di creare servizi per l’associazione stessa. Per servizi intendo organizzare i corsi di aggiornamento che periodicamente vengono svolti in aula, piuttosto che i corsi per la formazione di nuovi amministratori, l’organizzazione di eventi e svolgere attività di pubbliche relazioni, ma principalmente Service affianca LAIC in tutto quella che è la ricerca di partnership privilegiate con operatori di alto livello del mercato, così da offrire ai propri Associati una selezione dei più qualificati interlocutori a condizioni loro riservate.

Quali progetti hai in mente di proporre per l’immediato futuro?

Sicuramente è mia intenzione quella di crescere professionalmente, ho iniziato questa attività tre anni fa con l’intenzione di implementare i servizi del mio studio tecnico, ma con il passare del tempo mi sono appassionato, i condomini sono aumentati, e ormai è diventata la mia attività principale.

Per quanto riguarda invece l’attività all’interno di LAIC Service sto lavorando con diversi interlocutori per far crescere questa nuova realtà, e con lei l’Associazione, stringendo partenership che tengano conto della forte componente professionale di LAIC e che quindi contribuiscano a fornire a tutti gli Associati e ai loro Condomini un portafoglio di relazioni commerciali e di condizioni di primo livello.

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Gli associati si presentano: Riccardo Piccioli

Continuiamo a presentare gli associati LAIC.
Oggi restiamo a Bologna, facciamo una chiacchierata con Riccardo Piccioli, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Dove eserciti la professione?

La Portal Property & Building Management, di cui sono fondatore e legale rappresentante, amministra condomini a Bologna e provincia.

Perché hai deciso di fare l’amministratore di condominio?

La responsabilità di questa decisione può dirsi a metà tra il mio figlio primogenito Alberto e il mio caro amico Lorenzo Cottignoli. Da una parte mio figlio mi ha coinvolto nella visione anglosassone della professione, il Building Management, dall’altra il “Presidente” mi ha convinto che ci potesse essere una via italiana alla professione di amministratori ispirata da concetti innovativi e dal rispetto del principio di rappresentanza su base professionale.

Qual è la filosofia che ti guida e che credi ti possa distinguere da altri tuoi colleghi?

Il mio credo professionale si sintetizza nel principio per cui l’amministratore deve poter stimolare e supportare i condomini nella valorizzazione dell’asset patrimoniale, cercando di essere sempre un passo avanti sulle innovazioni tecniche, legislative e gestionali.
Contemporaneamente, saper fare sempre un passo indietro per rispettare e applicare le volontà assembleari.

Sei tra i professionisti che hanno fondato LAIC. Cosa ti ha spinto a questa scelta? 

Ho avuto il privilegio di lavorare con l’Avvocato Lorenzo Cottignoli e con l’Ingegnere Antonio Domenicali che mi hanno coinvolto in questa avventura.
Mi piace avere una vision personale e condividere con persone che stimo un percorso dove al centro ci sono le persone che vogliono essere professionisti, senza perdere in alcun modo la relazione personale che è alla base di ogni avventura umana.

Aiutaci a tracciare un bilancio dopo il primo quinquennio di vita di LAIC.

Rubo le parole del Presidente, LAIC non è un porto di mare, ma uno Yacht Club, dove si devono condividere valori e relazioni e dove si cresce insieme come professionisti e come team.
Questa mission l’abbiamo conseguita, nei fatti.

Quali progetti hai in mente di proporre per l’immediato futuro?

Più che proporre progetti nuovi occorre dare spessore alle tante innovazioni di LAIC.
Credo che i prossimi 5 anni debbano essere concentrati sul consolidamento.

GRAZIE Riccardo e buon lavoro!