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Si è svolta lunedì 17 Dicembre presso la sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati la seconda edizione del Remf, Real Estate Management Forum.
Tema di quest’anno Condominio 2021: scenari possibili di un futuro prossimo.

Presente anche LAIC, con il neo vice presidente, Fabrizio Travaglia.

L’Amministratore condominiale deve attuare e divenire il cambiamento che vuole vedere intorno a sé, altrimenti è destinato a sparire dal mercato – ha sottolineato l’amministratore delegato di Sinteg (Servizi Immobiliari Integrati) Francesco Di Castri, promotore dell’evento – il mercato non aspetta ed entro il 2021 il panorama, ovviamente, sarà diverso. Perché se oggi gli amministratori condominiali si muovono ancora secondo vecchi schemi, fra tre anni un buon 25% di questi professionisti non esisterà più. E sono proprio quelli che attualmente considerano il proprio raggio di azione l’unico attuabile e consigliabile e che non ritengono fondamentale lavorare sulla loro professionalità, sul loro modo di essere e sul loro doversi confrontare, giorno dopo giorno, anche con i cugini europei o quelli d’oltreoceano. Gli altri, quelli che nel frattempo hanno capito che è importante evolversi come professionisti, potrebbero esser parte di quel 40% che sono riusciti a guadagnare una loro leadership, o di un 25% che ha preferito entrare in una rete più grande o addirittura in gruppi internazionali – quantificati in un 10% circa sul totale. La scelta dell’anno, il 2021, ha un significato preciso perché, ragionando in un’ottica di medio termine, efficientare il condominio basandosi sulle competenze opportune, è ancora un percorso fattibile, auspicabile e in grado di produrre buoni margini di guadagno“.
(Fonte: https://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com/art/il-condominio/2018-12-20/cambiare-l-amministratore-entro-2012-filo-conduttore-remf-2018-153929.php?uuid=AEZ0aC3G)

Come intende LAIC affrontare questa situazione?

Questi i punti nodali dell’intervento di Travaglia.

“Emerge una distinzione sempre più netta tra gestori patrimoniali professionisti e gestori imprenditoriali (società di capitali e gruppi bancari): come associazione di categoria registriamo il cambiamento, ma affermiamo la necessità – ancora più impellente – di una regolamentazione del mercato. Mai come oggi si rende necessaria una disciplina adeguata, sistematica ed esaustiva, che regoli l’esercizio della professione da parte dei singoli e da parte delle imprese.
Sotto un profilo istituzionale. Non potrà prescindersi, pertanto, dal richiedere:
A) Istituirsi un Albo o quantomeno un Registro nel quale annoverare chi è legittimato ad operare come amministratore di condomini ed immobili.
B) Disciplinare le eventuali incompatibilità ed in particolare i rapporti – in particolare di partecipazione societaria, di collaborazione, di amministrazione e di lavoro dipendente – tra i professionisti e le società di capitali che operano sul mercato.
Deve infatti valorizzarsi la figura del professionista, per i seguenti motivi:
– Tutela della esperienza e competenza professionale specifica di chi esercita la professione da sempre quale attività lavorativa organizzata;
– Capacità di interlocuzione con il territorio anche il più vario (piccoli centri, periferie, etc.) e di fornitura di servizi anche nelle zone di minor interesse per i grandi gruppi.
– Necessità di tutela del cittadino consumatore da soggetti non qualificati ed improvvisati, che creano danno all’utenza e minacciano la credibilità e l’immagine della figura professionale dell’amministratore.
– Necessità di individuare un soggetto istituzionale che abbia il compito di garantire trasparenza e adeguatezza delle procedure di formazione iniziale, di aggiornamento e di mantenimento dei requisiti di probità del professionista.

Nell’ambito associativo riteniamo doveroso informare gli associati e renderli consapevoli rispetto a questi cambiamenti del mercato, affinché ognuno possa assumere le decisioni professionali che ritiene più congrue ed opportune.

Nell’ambito dei rapporti con il mercato, definire con gli attuali players e con le nuove realtà emergenti, quali possano essere collaborazioni e sinergie che consentano di coniugare la competenza dei professionisti storici del settore con la qualità dei servizi offerti, così da consentire agli associati di poter fruire di servizi altamente qualificanti e di offrirli ai propri clienti.

Sotto il profilo formativo, l’associazione deve creare e promuovere nei suoi associati competenze in grado di evidenziare e valorizzare i punti forti della dimensione professionale, ed in particolare:
o Il rapporto fiduciario con il professionista, inteso come soggetto qualificato e competente, cui il condomino affida la gestione della proprietà comune in forza di una scelta fondata sulla fiducia nelle qualità e nelle doti personali del singolo e sulle capacità organizzative dello Studio.
o La capacità di interazione con le realtà minori e periferiche, di scarso interesse per i grandi gruppi.
o Fornitura di servizi professionali tailor made progettati ed adattati a misura del Cliente, con un focus centrato principalmente e fondamentalmente sulla persona.
o La partecipazione ad un contesto associativo in grado di garantire interlocuzione e confronto tra i professionisti, di esprimere una adeguata rappresentanza e tutela presso le Istituzioni, di dare corso ad interazioni virtuose con i soggetti più interessanti del mercato e di consentire una formazione ed aggiornamento professionale sempre allineati con le novità e con le esigenze della professione.”

E’ stato sicuramente un interessante momento di confronto e discussione anche con le altre associazioni di categoria: presenti Unicondominio, Figiac Apice e Unai con la comune volontà di fare squadra.

Un ottimo punto di partenza, per ragionare in prospettiva per il 2019 nel mondo delle amministrazioni immobiliari.